Se si avvertono dei sintomi specifici o se sussiste l’effettiva possibilità che il paziente abbia contratto il cancro, sarà necessario effettuare degli esami fisici o sottoporsi a mammografia ed altre metodiche di imaging per convalidare la diagnosi.

Autopalpazione del Seno

L’autopalpazione è un esame che ogni donna può effettuare comodamente a casa propria: permette di conoscere profondamente l’aspetto e la struttura normale del seno e quindi di poter cogliere precocemente qualsiasi cambiamento.

L’esame si svolge in due fasi: o l’osservazione, che permette di individuare mutazioni nella forma del seno o del capezzolo; o la palpazione, che può far scoprire la presenza di piccoli noduli in precendenza assenti. Dall’età di 20 anni, l’esame può essere effettuato una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo: rispettare questi tempi è importante perché la struttura del seno si modifica in base ai cambiamenti ormonali mensili, e si potrebbero di conseguenza creare, in alcuni casi, confusioni o falsi allarmi. È bene ricordare che, oltre agli ormoni, anche l’età, il peso corporeo, la familiarità e l’uso di contraccettivi orali influenzano la struttura del seno che, a volte, specialmente nelle donne giovani, si presenta particolarmente densa e difficile da valutare correttamente con l’autoesame.

Come si effettua l’autopalpazione? Occorre afferrare un seno con la mano opposta e palparlo, premendolo con cura e movimenti circolari per tutta l’estensione dell’organo, continuando fino al cavo ascellare e tenendo ben presente l’area attorno al capezzolo.

Mammografia

La mammografia è una radiografia in cui si comprime il seno tra due lastre per individuare la presenza di formazioni potenzialmente tumorali. L’esame viene eseguito quando alla palpazione della mammella si avverte la presenza di un nodulo oppure ci sono altri segnali che richiedono un approfondimento diagnostico. La mammografia è inoltre effettuata come test di screening per cercare di scoprire la malattia prima che si manifesti.

La mammografia è un esame che non ha particolari controindicazioni. Nelle donne sotto i 40-45 anni di età, a causa della densità della ghiandola mammaria, questa indagine può solo trovare maggiori difficoltà a individuare noduli sospetti rispetto all’ecografia.

Tomosintesi Mammaria

La tomosintesi permette di studiare la mammella a strati. Questo esame rappresenta un enorme vantaggio in favore dei seni difficili da leggere che possono così essere analizzati più specificamente e in dettaglio, svelando lesioni che nell’immagine d’insieme sarebbero altrimenti mascherate.

La tomosintesi mammaria garantisce, dunque, una maggiore accuratezza diagnostica.

Ecografia Mammaria

L’ecografia mammaria è un’indagine semplice e sicura che si basa sull’emissione di ultrasuoni a bassa frequenza e alta intensità che non si ritiene possano provocare danni all’organismo, nemmeno nei soggetti particolarmente sensibili come le donne in gravidanza. La sonda che emette gli ultrasuoni viene passata sul seno, cosparso di un sottile strato di gel acquoso che, facendo aderire meglio la sonda alla pelle, consente di visualizzare immagini di migliore qualità. Gli ultrasuoni emessi dalla sonda sono riflessi in maniera diversa a seconda del tipo di tessuto. Ciò consente di individuare eventuali formazioni all’interno del seno e distinguere tra quelle a contenuto liquido e quelle a contenuto solido.

Nella maggior parte dei casi l’ecografia mammaria non è un’alternativa alla mammografia e i due esami sono complementari. Nelle donne più giovani, in cui il tessuto ghiandolare è più denso, i risultati dell’ecografia offrono maggiori informazioni rispetto a quelli della mammografia.

Risonanza Magnetica

La risonanza magnetica (RM) è una tecnica diagnostica che fornisce immagini dettagliate del corpo umano utilizzando campi magnetici e onde radio. Viene utilizzata per la diagnosi di una grande varietà di condizioni patologiche perché permette di visualizzare sia lo scheletro e le articolazioni, sia gli organi interni. In oncologia viene utilizzata per la diagnosi, la stadiazione e la valutazione della risposta al trattamento di diversi tipi di tumore.

La Risonanza Magnetica Mammaria (RMM) è uno strumento diagnostico molto potente, caratterizzato da elevata qualità dell’immagine, che permette di identificare anche noduli molto piccoli, spesso impalpabili e invisibili con le metodiche tradizionali, studiandone la dinamica di vascolarizzazione. È l’esame più sensibile che esista oggi in ambito senologico. La Risonanza Magnetica Mammaria viene eseguita con mezzo di contrasto, ad eccezione che nello studio delle protesi. Questo esame offre una diagnosi estremamente accurata in pazienti con requisiti ben precisi: donne a elevato rischio genetico-familiare per carcinoma mammario; ricerca di carcinoma primitivo occulto metastatico di sospetta origine mammaria, con esami tradizionali negativi; ricerca di multicentricità, multifocalità, bilateralità, in caso di neoplasie già diagnosticate con tecniche tradizionali e candidate a chirurgia conservativa (quadrantectomia); valutazione di neoplasie mammarie trattate con chemioterapia neoadiuvante; follow up dopo chirurgia conservativa, per discriminare tra recidiva o tessuto cicatriziale; valutazione di donne con protesi; discrepanza tra indagini e/o difficoltosa interpretazione di indagini diagnostiche tradizionali (ecografia e mammografia).

Agoaspirato eco guidato

Esame Citologico

L’agoaspirato di un nodulo mammario consente di discriminare se un nodulo al seno sia di natura benigna o se si tratti di un tumore. L’esame consiste nell’inserimento di un ago sottile nel seno fino a raggiungere il nodulo, da dove si aspira parte del contenuto da esaminare in laboratorio.

Nella maggior parte dei casi il prelievo viene effettuato sotto la guida dell’ecografia, per localizzare al meglio il nodulo.

Biopsia eco guidata

Esame Istologico

La biopsia mammaria è considerata il modo migliore per valutare un’area sospetta del seno e determinare se è presente o meno il cancro.

Durante la biopsia eco guidata, gli ultrasuoni dell’ecografia aiutano il radiologo ad individuare la massa al seno: a questo punto viene effettuata una anestesia locale per poi inserire l’ago e prendere campioni di tessuto da inviare per l’analisi istologica.

Mammotome

È una biopsia stereotassica normalmente impiegata nella diagnosi delle microcalcificazioni sospette. Si tratta di uno strumento diagnostico che utilizza una sonda assistita da un computer. Il prelievo VABB è una tecnica di chirurgia mininvasiva e può essere effettuata ambulatorialmente grazie a una metodica che consente diagnosi più accurate e complete evitando la biopsia in sala operatoria, tornando a casa subito dopo la procedura e potendo riprendere le normali attività entro un giorno.

Il Mammotome preleva solo una piccola quantità di tessuto sano e non richiede successiva sutura in quanto l’incisione attraverso cui viene fatta passare la sonda è di dimensioni molto ridotte. Per la premedicazione si utilizza solamente un anestetico locale. Al termine della procedura di biopsia stereotassica vacuum assisted viene rilasciata nella sede del prelievo una clip (marker) inerte e biocompatibile affinché il chirurgo possa facilmente trovare l’area sottoposta a biopsia, per il futuro monitoraggio. La durata dell’esame è piuttosto breve.

La metodica consente di ottenere multipli frustoli di tessuto contenenti le microcalcificazioni (vedi figura) che verranno poi inviati per esami istologico.